“Partiremo, ne stiamo verificando condizioni e tempi, con una class action per poi arrivare fino alla Corte di giustizia dell’Ue». È l’annuncio del segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, che ha aperto il Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Roma portando in primo piano la battaglia contro i cibi ultraformulati e le omissioni delle istituzioni europee. Nel mirino i rischi per la salute, soprattutto per i bambini. Per Gesmundo non bastano più gli allarmi, serve intervenire.
È da qui, dalla salute dei cittadini, che Coldiretti ha allargato lo sguardo al futuro dell’Italia. Per due giorni il Forum ha riunito istituzioni, scienziati, intellettuali, protagonisti dell’economia e altro per discutere di pace, energia, democrazia, innovazione e ruolo dell’Europa.
Il confronto
Il rapporto fra alimentazione e malattie croniche ha attraversato il confronto fra Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, il pediatra Alberto Villani del Bambino Gesù e Carlos Augusto Monteiro, medico ed epidemiologo brasiliano ideatore della classificazione degli alimenti Nova. Gasbarrini ha richiamato il valore della prevenzione; Villani la necessità di intervenire fin dall’infanzia. Monteiro ha spiegato come alcuni prodotti industriali siano progettati per favorire consumi ripetuti e sostituire progressivamente gli alimenti freschi e tradizionali. Il punto è riconoscere i rischi e consentire scelte consapevoli.
Gualtieri
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha presentato l’esperienza delle mense scolastiche romane, con una gara da quasi 800 milioni di euro orientata alla qualità del cibo e alla tutela dei bambini. Un modello da estendere, ha sottolineato Coldiretti, perché negli appalti il prezzo non prevalga sulla salute. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha richiamato l’attenzione sull’alimentazione come leva essenziale di prevenzione, mentre l’alleanza fra agricoltori, medici e cittadini, che ha portato il progetto Campagna Amica per la Salute con i mercati contadini dentro oltre settanta ospedali, punta ad avvicinare cibo sano e luoghi di cura. La prevenzione deve essere un diritto di tutti.
Quale Europa vogliamo?
Il Forum ha così posto la domanda centrale: quale Europa vogliamo? Coldiretti chiede un’Unione capace di difendere la salute e la propria produzione agricola, anziché affidarsi a regole che penalizzano chi rispetta gli standard più rigorosi. Tagli alla Pac e fondo unico rischiano di minare la sicurezza europea. Reciprocità negli scambi, controlli efficaci alle frontiere ed etichettatura trasparente dell’origine sono le condizioni per garantire alimenti sicuri e concorrenza leale.
«Per decenni ci hanno raccontato che bastava il mercato globale, che non importava dove si producesse il cibo, purché costasse poco. Le guerre, la pandemia e le crisi internazionali hanno dimostrato esattamente il contrario», ha ricordato Gesmundo. «Un Paese che non è in grado di nutrire i propri cittadini non è un Paese pienamente libero». Da qui la richiesta di cambiare un’Europa nella quale il peso della tecnocrazia rischia di soffocare le scelte politiche. Essere europeisti, nella visione di Coldiretti, significa pretendere un’Unione diversa, capace di investire nella produzione, sostenere le campagne e non contrapporre la sicurezza alimentare ad altre priorità.
Il presidente Prandini
Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha richiamato la necessità di tradurre gli impegni in decisioni concrete come difendere il bilancio della Pac, sostenere il reddito delle imprese, garantire reciprocità e rafforzare i controlli sulle importazioni. «Non si può chiedere agli agricoltori italiani di rispettare vincoli ambientali e sanitari severissimi – ha ricordato – e poi aprire le frontiere a prodotti ottenuti con regole differenti. La priorità deve essere prima la salute dei cittadini e poi il reddito degli agricoltori, due obiettivi che si rafforzano a vicenda». Prandini ha inoltre sollecitato risposte alla crescita dei costi di gasolio e fertilizzanti e un piano per le infrastrutture idriche, perché senza acqua ed energia non esiste sovranità alimentare.
I rappresentanti della politica
Il confronto politico ha visto fra i protagonisti anche la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e i ministri Francesco Lollobrigida e Antonio Tajani. Dalla difesa della Pac alle conseguenze del caro carburanti, le diverse posizioni si sono misurate con problemi concreti che investono le imprese, i consumatori e l’intera economia.
L’Europa e il suo destino sono stati al centro anche degli interventi di Massimo Cacciari e Romano Prodi, con il richiamo alla necessità di recuperare capacità decisionale e unità politica. Il cardinale Matteo Zuppi ha ricordato che pace e sicurezza non possono essere ridotte alla logica delle armi. Massimo D’Alema, Luciano Canfora e Antonio Spadaro hanno ragionato sulle tensioni fra guerra, potere e tecnocrazia, mentre Giulio Tremonti ha indicato nella ricerca di nuovi equilibri tra America, Europa e Asia una prospettiva alternativa al conflitto permanente. Il filo comune è la necessità di rimettere la persona al centro delle trasformazioni globali.
Il fronte energia
Sul fronte energetico, gli interventi di Claudio Descalzi, ceo di Eni, e Flavio Cattaneo, ceo di Enel, hanno richiamato la centralità degli investimenti, delle reti e di strategie industriali di lungo periodo. Agrivoltaico, biometano e gestione intelligente delle risorse possono contribuire alla sicurezza energetica senza sottrarre terreni fertili alla produzione alimentare.
Uno sguardo oltre i confini europei è arrivato dall’intervento di Federico Vecchioni, presidente esecutivo di BF SpA, dedicato al Piano Africa. La strada indicata è quella delle alleanze di lungo periodo con governi e imprese locali, non dell’esportazione di modelli calati dall’alto. Dal Ghana al Senegal, dall’Algeria alla Costa d’Avorio e al Congo, l’obiettivo è rafforzare la capacità produttiva dei territori attraverso conoscenze agricole, tecnologie e sementi sviluppate in collaborazione con i partner. Un approccio nel quale la crescita economica deve generare opportunità e competenze nei Paesi coinvolti. La cooperazione agricola diventa una risposta alle disuguaglianze.
Innovazione e lavoro
Innovazione e difesa della dignità del lavoro hanno completato il quadro. Agricoltura di precisione, intelligenza artificiale, robotica e tecniche di evoluzione assistita possono ridurre sprechi di acqua, energia e fattori produttivi, ma devono essere accessibili anche alle imprese più piccole. Con il Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next sono state coinvolte 10 mila aziende in un percorso di valutazione della maturità digitale, facendo emergere opportunità e ritardi che richiedono investimenti, formazione e connettività. La tecnologia deve affiancare, non sostituire, l’agricoltore.
Un richiamo all’umanità è arrivato anche attraverso la voce dell’attore Michele Placido, con il suo intervento sulla dignità del lavoro nei campi che ha aperto la due giorni e il riferimento al Grande dittatore di Charlie Chaplin.
Alle nuove generazioni si rivolge Farmcraft – Coltiva il tuo mondo, il progetto che utilizza il linguaggio di Minecraft per insegnare ai ragazzi il valore del cibo, delle stagioni e delle scelte alimentari consapevoli. Dal Forum di Roma esce dunque una sfida che supera il perimetro dell’agricoltura. Difendere il cibo sano, la salute e il lavoro significa rafforzare l’indipendenza dell’Italia e restituire all’Europa una visione politica. In un mondo attraversato da guerre, crisi energetiche e nuove concentrazioni di potere, la possibilità di nutrire i propri cittadini resta una delle condizioni essenziali della libertà. È su questa responsabilità che Coldiretti chiama a misurarsi istituzioni, politica e società.
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