Intesa Sanpaolo archivia i primi 9 mesi dell’anno con un utile netto pari a 8,2 miliardi di euro, in crescita dell’8,1% rispetto all’analogo periodo 2025. Nel terzo trimestre l’utile si attesta a 2,645 miliardi, in aumento rispetto ai 2,372 miliardi dello stesso periodo del 2025. I proventi operativi netti segnano una crescita del 5% rispetto ai nove mesi 2025, con un +2,3% per gli interessi netti, un +5,2% per le commissioni nette, un +5,8% per il risultato dell’attività assicurativa.
A fine settembre 2026, l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’ 1,9% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all’ 1,6% al lordo; Intesa parla di un’esposizione verso la Russia quasi azzerata.
A livello di ratio patrimoniali, il common equity tier 1 ratio si attesta a fine settembre al 13,1%, deducendo dal capitale la distribuzione maturata nei 9 mesi 2026, al 13,8% considerando circa 70 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA).
Acconto cedola di 0,22 euro il 25 novembre
Il cda ha deliberato la distribuzione di 22 centesimi di euro per azione, per un totale di 3.813 milioni di euro, come acconto dividendi a valere sui risultati del 2026. L’acconto dividendi verrà messo in pagamento il 25 novembre 2026 (con stacco cedole il 23 novembre e record date il 24 novembre). L’acconto dividendi per azione, rapportato al prezzo di riferimento dell’azione registrato ieri, corrisponde a un rendimento (dividend yield) pari al 3,7%.
Alzata la guidance di utile 2026 a “ben oltre” 10 miliardi
L’istituto guidato da Carlo Messina ha ritoccato al rialzo le stime per l’intero anno. Adesso Intesa si aspetta un utile netto per il 2026 “a ben oltre” 10 miliardi di euro, derivante da: crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa; interessi netti in aumento a ben oltre 15 miliardi di euro, con ulteriore crescita significativa nel 2027; costi stabili; significativa riduzione degli accantonamenti; aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana per il 2026 e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo.
Intesa prevede un payout ratio per il 2026 al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback.
Adeguato concambio Opas su Mps per neutralizzare effetto cedola
Intesa Sanpaolo ha annunciato anche l’adeguamento del concambio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (Opas) su Banca Monte dei Paschi di Siena, a seguito della decisione del Cda di deliberare un acconto sul dividendo per il 2026 pari a 22 centesimi di euro. Il rapporto di cambio pari a 1,6 azioni ordinarie ISP di nuova emissione per ciascuna azione Mps portata in adesione all’Opas, era stato determinato con riferimento ad azioni Intesa cum dividend. Tale rapporto di cambio è stato adesso adeguato in aumento a 1,664 (con arrotondamento alla terza cifra decimale) azioni ordinarie Intesa di nuova emissione per ciascuna azione Mps portata in adesione all’Opas, così da neutralizzare integralmente l’effetto dello stacco del predetto acconto sul dividendo per il 2026, che avrà luogo il 23 novembre 2026.
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