Inditex, il gruppo spagnolo proprietario di Zara, Pull&Bear e Massimo Dutti, ha chiuso il primo semestre 2026 con un fatturato di 11,6 miliardi di euro, +8,3%. Le vendite sono sono cresciute del 7,6% a 19,8 miliardi di euro. Ebitda in aumento del 7,8% a 5,5 miliardi di euro, utile netto su del 6,8% a 3 miliardi di euro.
Le aree geografiche
L’Europa ha rappresentato il 67,1% delle vendite, le Americhe il 17,9%. “Questi eccellenti risultati dimostrano la straordinaria capacità dei nostri team”, ha commentato l’amministratore delegato Óscar García Maceiras, sottolineando che “ambizione, flessibilità e innovazione” rafforzano il potenziale di crescita del gruppo. Inditex ha inoltre confermato un dividendo di 0,875 euro per azione, in pagamento il 2 novembre.
Negozi in calo
I negozi sono scesi dell’1,5% a 5.444, nell’ambito della strategia di concentrazione su punti vendita meno numerosi ma più grandi. “Le nostre priorità restano il miglioramento dell’offerta moda, l’attenzione al cliente e la sostenibilità”, ha affermato Inditex.
Borse fredde
Nonostante i numeri record, però, la Borsa ha accolto i numeri con freddezza, con il titolo Inditex che intorno alle 12 era in calo di circa il 4,5%. Secondo l’analisi di Bloomberg, l’utile prima degli interessi e delle imposte (Ebit) nel secondo trimestre avrebbe mancato di poco le aspettative degli analisti.
La crescita delle vendite «non è stata sufficiente ad assorbire l’aumento degli ammortamenti derivante dagli investimenti logistici da 1,8 miliardi di euro ormai completati», ha affermato in una nota Charles Allen, analista di Bloomberg Intelligence. Secondo Allen, nella seconda metà dell’anno l’utile operativo dovrà crescere dell’11%, rispetto all’8% registrato nel primo semestre, affinché l’azienda possa evitare revisioni al ribasso delle stime di consenso.
Logistica e ammortamenti
L’utile operativo è stato penalizzato dall’aumento dei costi legati ai trasporti, all’evasione degli ordini online e alla distribuzione, ha spiegato Inditex durante la conference call sui risultati. Il ceo ha precisato che l’investimento aggiuntivo è destinato a una nuova sede centrale a Barcellona.
Gli ammortamenti dell’azienda derivano in larga parte dagli investimenti nelle piattaforme logistiche, che ora sono state tutte costruite e sono operative. Questi costi stanno confluendo nel conto economico e aumentando le spese operative, che crescono più rapidamente delle vendite.
Secondo gli analisti di Deutsche Bank, guidati da Adam Cochrane, questi costi stanno pesando sui margini e il nuovo aumento degli investimenti potrebbe comportare ulteriori ammortamenti in futuro.
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