Il suo nome latino significa “altra mente” proprio per sottolineare il suo approccio non convenzionale nel trovare soluzioni innovative. Pensando fuori dagli schemi, Alia Mentis sviluppa nuovi materiali e tecnologie che possano risolvere problemi complessi in settori dove peso, resistenza, prestazioni e sicurezza rappresentano fattori critici. Verso la fine del mese questa società debutterà in Borsa. Una scelta controcorrente – per l’appunto – visto che a Piazza Affari si contano più delisting che nuovi ingressi.
La ricerca al centro del business
Fondata nel 2012 a Montebelluna, in provincia di Treviso, Alia Mentis è una società deep-tech specializzata nella scienza dei materiali. In pratica progetta materiali più performanti e processi produttivi proprietari per applicazioni in cui ogni grammo conta e ogni componente deve sopportare condizioni estreme. Non per niente, le sue tecnologie trovano applicazione in comparti altamente specializzati: automotive, motorsport, aerospazio, difesa, droni, attrezzature sportive e dispositivi di protezione. Tra le collaborazioni in corso, sono diversi i marchi leader a livello mondiale: dal sito dell’azienda spiccano i nomi di Dainese, Ferrari, Lamborghini e Benelli.
La particolarità del suo modello sta nell’integrazione verticale. La società si occupa di tutte le fasi dalla ricerca alla progettazione, fino alla prototipazione e alla produzione. Una scelta che le consente di presentarsi non come semplice fornitore di componenti ma come partner tecnologico dei clienti, entrando nei processi produttivi e contribuendo direttamente allo sviluppo delle soluzioni.
La proprietà intellettuale è il suo grande patrimonio. Dal 2023 Alia Mentis ha investito circa 13 milioni di euro in ricerca e sviluppo, una cifra che testimonia come la crescita dipenda direttamente dalla capacità di continuare a generare innovazione, e oggi può contare su oltre 20 brevetti internazionali e tre marchi registrati (Koridion, Equalizer e Xelion). Un riconoscimento arrivato nelle scorse settimane conferma la qualità del lavoro svolto finora. La Commissione europea ha infatti assegnato ad Alia Mentis il “Seal of Excellence”, certificazione riservata ai progetti valutati come eccellenti nell’ambito dei programmi europei dedicati all’innovazione. Per una società che basa la propria crescita sulla credibilità tecnologica, si tratta di una validazione importante.
Una crescita dinamica
Nel 2025 Alia Mentis ha registrato un valore della produzione di quasi 15 milioni di euro, in aumento dell’86% rispetto all’anno precedente. Ancora più marcato l’aumento dell’utile netto, salito del 148% a 4,1 milioni di euro. Il debito netto risulta pari a circa 17 milioni.
I ricavi risultano quasi triplicati nel periodo 2023-2025, ma le prospettive per i prossimi anni sembrano altrettanto interessanti, grazie all’espansione dei mercati serviti. La società opera infatti in alcuni dei segmenti che dovrebbero beneficiare di trend strutturali di lungo periodo. Ad esempio, le auto sportive, che richiedono materiali sempre più leggeri e performanti, dovrebbero vedere un tasso medio di crescita annuo dell’8,4% nel periodo 2025-2030, mentre il mercato dei droni è previsto salire del 23,8% in media ogni anno da qui al 2030. A questi si aggiungono nuove aree in forte espansione che la società sta iniziando a presidiare, come infrastrutture digitali e data center, dove gestione del calore, protezione dei componenti e sostenibilità sono sempre più rilevanti.
Sul fronte geografico, si prevede un rafforzamento in Nord America, dove la società sta valutando una presenza produttiva diretta per servire clienti nei comparti automotive e difesa. «La filiera locale rende necessaria una presenza diretta sul territorio, sia per quanto riguarda la produzione, sia per seguire i servizi post vendita – ha fatto sapere a Moneta il fondatore e l’amministratore delegato Giuseppe Paronetto – Per queste ragioni siamo chiamati a valutare la costituzione di un’unità indipendente sul territorio».
Il dettaglio da non sottovalutare
Il prossimo 25 giugno Alia Mentis verrà ammessa su Euronext Growth Milan, il listino delle piccole di Piazza Affari. Qui la quotazione vera e propria, con il tradizionale “ring the bell”, è prevista per il prossimo 29 giugno a 3,25 euro per azione. Un dettaglio da non sottovalutare riguarda la struttura dell’operazione: l’Ipo sarà interamente in aumento di capitale. Questo significa che il denaro entrerà tutto nelle casse sociali per finanziare lo sviluppo, senza che l’azionista di maggioranza venda le proprie quote.
I proventi così raccolti saranno destinati a finanziare l’espansione commerciale, l’ingresso in nuovi mercati geografici, lo sviluppo di nuove applicazioni tecnologiche e la costruzione di partnership industriali. In poche parole, il mercato viene coinvolto per accelerare la crescita, non per consentire agli attuali soci di uscire.
Il business model di Alia Mentis si fonda su tecnologie proprietarie, brevetti e innovazioni difficili da replicare, oltre che su relazioni con i clienti difficili da sostituire e un mercato di riferimento in espansione. Secondo diversi osservatori, questi elementi potrebbero garantire una buona visibilità dei ricavi nel medio-lungo periodo e creare barriere all’ingresso significative.
I rischi, certo, non mancano. Le dimensioni restano contenute, il successo commerciale delle innovazioni non è mai garantito e la ricerca rimane centrale per mantenere il vantaggio competitivo. Ma d’altronde, investire in una società che si chiama Alia Mentis comporta anche credere che quel modo diverso di pensare, richiamato dal suo nome, possa trasformarsi in un vantaggio competitivo duraturo e, possibilmente, anche in rendimento futuro.
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