Mentre il risiko bancario italiano monopolizza l’attenzione dei mercati, un’altra partita si sta giocando sottotraccia. Non riguarda le offerte pubbliche di scambio, le autorizzazioni della Bce o gli assetti di controllo delle grandi banche, ma il controllo della distribuzione del risparmio e delle polizze assicurative. Ed è un match che vede protagonisti alcuni dei maggiori gruppi finanziari europei. In questo contesto si inserisce la decisione di Bnp Paribas Cardif, la compagnia assicurativa del gruppo francese, di aumentare dal 51% al 70% la propria partecipazione in Bcc Vita e, contestualmente, di prorogare fino al 2039 la partnership con il gruppo Bcc Iccrea. Formalmente si tratta dell’esecuzione di accordi sottoscritti nel 2023, che già prevedevano la possibilità per il gruppo francese di incrementare la propria quota. Nella sostanza, però, l’operazione rappresenta una scommessa di lungo periodo: la compagnia assicurativa del gruppo Bnp Paribas non sta infatti comprando soltanto una partecipazione di maggioranza più ampia in una società vita, ma sta soprattutto consolidando l’accesso esclusivo a una rete distributiva composta dalle 111 banche di credito cooperativo presenti sul territorio.
Impegno fino al 2039
La notizia, dunque, non è (solo) che Cardif sale dal 51% al 70% di Bcc Vita ma che i francesi di Bnp hanno deciso di impegnarsi fino al 2039 nel mercato italiano del risparmio assicurativo, scommettendo che nei prossimi dieci-quindici anni il valore sarà sempre meno nella raccolta bancaria tradizionale e sempre più nella gestione del risparmio, nella previdenza e nelle polizze vita. E in un settore come quello della bancassurance, il controllo della rete commerciale vale spesso più della proprietà della compagnia assicurativa. La scelta dei francesi arriva, peraltro, in una fase in cui il modello di business delle banche europee sta cambiando rapidamente. Negli ultimi tre anni la crescita degli utili è stata trainata soprattutto dall’aumento dei tassi d’interesse, che ha consentito agli istituti di ampliare i margini tra raccolta e impieghi. Ma il progressivo allentamento della politica monetaria della Bce sta riportando l’attenzione sulle fonti di ricavo commissionali: gestione del risparmio, consulenza finanziaria, previdenza e assicurazioni. In questo scenario l’Italia continua a detenere uno dei più elevati stock di ricchezza privata in Europa e una quota significativa di tale patrimonio resta investita in strumenti a basso rendimento. Per i grandi operatori assicurativi internazionali il Paese rappresenta quindi un terreno ideale per sviluppare prodotti vita, previdenziali e di protezione.
Significato particolare
La mossa assume inoltre un significato particolare se osservata alla luce del consolidamento in corso nel settore bancario con Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi, Mediobanca, Banco Bpm e Generali che sono coinvolti in una complessa ridefinizione degli equilibri finanziari nazionali. Salta all’occhio, in questo senso, la differenza di strategia scelta da Bnp rispetto al Crédit Agricole: il gruppo francese guidato da Philippe Brassac si trova coinvolto direttamente nelle dinamiche del Banco guidato da Giuseppe Castagna, di cui è azionista rilevante. Bnp Paribas, invece, ha preferito muoversi sul versante della bancassurance e del wealth management, due attività meno esposte alle incertezze regolamentari e ai vincoli Antitrust. Senza dimenticare un altro gruppo francese, ovvero Axa, legata finora a Mps da una storica joint venture assicurativa che potrebbe essere rivista.
La Germania
Nel frattempo, Bnp sta accelerando anche la propria espansione in Germania, considerata uno dei pilastri della strategia europea del gruppo. Dopo l’acquisizione delle attività di private banking di Hsbc, completata nell’ottobre scorso, la banca francese è diventata il quarto operatore del wealth management tedesco, raddoppiando gli asset gestiti da 25 a quasi 50 miliardi di euro. L’obiettivo è intercettare una parte dei circa 3.300 miliardi che le famiglie tedesche mantengono su conti correnti o strumenti di risparmio a basso rendimento, convogliandoli verso investimenti più remunerativi e verso il finanziamento dell’economia reale. La Germania è oggi il principale mercato estero di Bnp Paribas in Europa: nel 2025 il gruppo ha generato nel Paese 2,8 miliardi di euro di ricavi, contro 1 miliardo nel 2012, con una crescita media annua dell’8%. La banca serve circa 5.000 imprese e punta in particolare al Mittelstand, il tessuto di piccole e medie imprese familiari esportatrici che rappresenta il cuore dell’economia tedesca. Un ruolo centrale è affidato anche a Consorsbank, la banca digitale del gruppo, che conta 1,8 milioni di clienti e rappresenta il canale di accesso per una clientela che, al crescere del patrimonio, può evolvere verso i servizi di private banking.
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