Il tonfo di Ibm a Wall Street, con un ribasso di circa il 25% in una sola seduta dopo la diffusione di risultati trimestrali deludenti, ha riportato l’attenzione degli investitori sulla sostenibilità della crescita del comparto tecnologico. La reazione del mercato è stata particolarmente severa – peggior calo dal lontano 1968 – in quanto Ibm ha annunciato fatturato sotto attese a causa di uno spostamento della spesa dei clienti verso l’IA e la cybersecurity, che loro non hanno saputo anticipare e intercettare, come ha ammesso il ceo Arvind Krishna.
Segmenti diversi
Il mercato, tuttavia, continua a distinguere tra i diversi segmenti dell’industria tecnologica. Se Ibm risente della debolezza della domanda in alcune attività tradizionali, molte società attive nei semiconduttori, nel cloud computing e nell’intelligenza artificiale continuano invece a beneficiare di prospettive di crescita sostenute. Per questo motivo le ricadute sui principali titoli tecnologici quotati, sia negli Stati Uniti sia a Piazza Affari, sono state contenute. Il mercato tende sempre più a premiare le società direttamente coinvolte nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, delle infrastrutture cloud e dei semiconduttori di nuova generazione, mentre appare più severo nei confronti delle aziende che operano nei comparti tradizionali dell’information technology.
Quadro articolato
Per gli investitori il quadro rimane articolato con una volatilità in aumento a che potrebbe restare elevata anche nei prossimi mesi, soprattutto in concomitanza con la pubblicazione delle trimestrali. Le prospettive continuano a essere sostenute dagli ingenti investimenti globali nell’intelligenza artificiale che rappresentano oggi i principali motori di crescita dell’industria mondiale dei semiconduttori.
StMicroelectronics
Il gruppo italo-francese rappresenta uno dei maggiori produttori europei di semiconduttori e componenti elettronici. STMicroelectronics continua a concentrare gli investimenti sul rafforzamento della propria capacità produttiva, sull’elettrificazione dell’automobile, sulla gestione dell’energia e sulle applicazioni legate all’intelligenza artificiale nei sistemi embedded. Particolare rilievo assume il comparto del carburo di silicio (Silicon Carbide), considerato strategico per la diffusione dei veicoli elettrici e dei sistemi di ricarica ad alta efficienza. Il management ha più volte sottolineato come la fase attuale sia caratterizzata da una domanda ancora debole in alcuni mercati industriali, compensata però dalla crescita strutturale di applicazioni ad elevato contenuto tecnologico.
Gli analisti continuano a considerare StMicroelectronics uno dei principali protagonisti europei della filiera dei semiconduttori. Da inizio anno il titolo segna un balzo di oltre il 150% in Piazza Affari, il migliore tra i 40 titoli dell’intero Ftse Mib. Il gruppo prevede ricavi da IA e data center superiori a 500 milioni di dollari nel 2026 per poi raddoppiare a oltre 1 miliardo il prossimo anno.
Nvidia
La società californiana si conferma il principale protagonista mondiale della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Originariamente specializzata nella progettazione di processori grafici, Nvidia ha progressivamente esteso la propria attività allo sviluppo di piattaforme hardware e software per data center, supercalcolo, guida autonoma, robotica e applicazioni di intelligenza artificiale generativa. Negli ultimi esercizi il gruppo ha registrato una crescita eccezionale dei ricavi grazie all’espansione della domanda di acceleratori per l’IA da parte dei grandi operatori mondiali del cloud computing. I principali clienti comprendono infatti i grandi hyperscaler internazionali impegnati nello sviluppo delle proprie infrastrutture di intelligenza artificiale. Il consenso degli analisti rimane tra i più favorevoli dell’intero comparto tecnologico. Dopo il forte apprezzamento registrato dal titolo negli ultimi anni, numerosi osservatori ritengono che la crescita della domanda di capacità di calcolo per l’IA possa continuare a sostenere ricavi e utili anche nei prossimi esercizi. Da inizio anno Nvidia segna un rialzzo di circa 14 punti percentuali con una capitalizzazione di mercato di 5,15 trilioni di dollari, ossia la maggiore società al mondo per valore.
Apple
La società si conferma una delle più redditizie al mondo grazie all’integrazione tra hardware, software e servizi digitali. Oltre alla produzione di iPhone, iPad, Mac e Apple Watch, il gruppo ricava una quota crescente del proprio fatturato dai servizi in abbonamento. Apple ha confermato una notevole capacità di generare liquidità, mantenendo al tempo stesso una politica di distribuzione di capitale agli azionisti attraverso dividendi e programmi di riacquisto di azioni proprie. L’attenzione degli investitori è oggi concentrata soprattutto sull’integrazione dell’IA all’interno dell’ecosistema Apple. Il gruppo punta infatti a rafforzare le funzionalità software dei propri dispositivi mantenendo al tempo stesso un elevato livello di tutela della privacy degli utenti. Apple, qche questa settimana ha aggiortnato i massimi storici in Borsa e nell’ultimo mese ha guadagnato oltre il 10%, continua a beneficiare dell’elevata fidelizzazione della clientela e della capacità di generare flussi di cassa particolarmente consistenti.
Microsoft
Microsoft è invece tra i titoli più penalizzati nell’ultimo anno dal sentiment prudente sul settore software, che potrebbe essere in prospettiva tra quelli più insidiati da nuovi protagonisti quali OpenAI e Anthropic con parte della parte della domanda che potrebbe spostarsi direttamente verso i fornitori di modelli di IA generativa, riducendo il ruolo delle piattaforme software tradizionali. Negli ultimi esercizi Microsoft ha comunque registrato un incremento sia dei ricavi sia della redditività operativa, sostenuto dall’espansione delle attività cloud e dalla crescente diffusione degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale sviluppati anche grazie alla collaborazione con OpenAI. Gli analisti continuano a considerare Microsoft, scesa in Borsa del 18% da inizio anno, una delle società tecnologiche con migliore profilo di crescita e redditività.
Intel
Intel sta attraversando una delle fasi più importanti della propria storia industriale. Dopo avere perso quote di mercato in alcuni segmenti strategici, il gruppo ha avviato un vasto programma di rilancio basato sul rafforzamento della capacità produttiva, sullo sviluppo della divisione Intel Foundry e sul recupero della leadership tecnologica nella produzione di semiconduttori avanzati. Il mercato sta premiando questa nuova strategia e da inizio anno il titolo segna un balzo del 180% circa.
Intel sta investendo miliardi di dollari nella costruzione di nuovi impianti produttivi negli Stati Uniti e in Europa, con l’obiettivo di diventare uno dei principali produttori indipendenti di chip anche per clienti esterni.
Il percorso di trasformazione richiede tuttavia investimenti molto elevati e tempi di realizzazione significativi. Per questo motivo il consenso degli analisti appare generalmente più prudente rispetto ad altri protagonisti del settore dei semiconduttori.
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