La crisi in Medio Oriente incide sul clima di fiducia delle famiglie italiane, ma non si traduce, almeno per ora, in un crollo delle intenzioni di spesa. È quanto emerge dall’Osservatorio mensile Findomestic, realizzato tra il 2 e il 4 marzo, a pochi giorni dall’inizio del conflitto con l’Iran, che fotografa un Paese più prudente nel breve periodo ma ancora orientato al consumo nel medio termine.
Nel complesso, le intenzioni d’acquisto a tre mesi crescono del 7,1%, segnalando una tenuta della domanda potenziale. Tuttavia, l’incertezza geopolitica si riflette sulla propensione immediata alla spesa: solo il 23% degli italiani ritiene che questo sia un buon momento per effettuare acquisti importanti, il livello più basso registrato nell’ultimo anno.
Piano psicologico
Secondo Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic, l’impatto del nuovo scenario internazionale è stato immediato sul piano psicologico. La preoccupazione per guerre e tensioni geopolitiche è aumentata di 15 punti percentuali in una sola settimana, raggiungendo livelli analoghi a quelli legati all’inflazione, oggi indicata come principale fonte di ansia da circa sei italiani su dieci.
Questo ha reso le famiglie più caute nelle decisioni di spesa nel breve termine, pur senza evidenze di una frenata strutturale dei consumi. La percezione del presente peggiora, ma le aspettative restano relativamente stabili, anche perché nelle prime fasi del conflitto prevaleva l’idea di una crisi di breve durata.
Contesto fragile
Il contesto economico resta comunque fragile. Da quasi tre anni il 40% delle famiglie italiane dichiara di vivere una situazione economica problematica: il 10% segnala difficoltà serie, mentre un ulteriore 29% descrive una condizione caratterizzata da rinunce e attenzione costante alle spese quotidiane. Il peggioramento del quadro internazionale incide anche sulle aspettative: la quota di ottimisti, che a inizio febbraio era pari al 43%, scende al 37% a inizio marzo.
Differenze fra comparti
Nonostante questo quadro, le intenzioni d’acquisto mostrano dinamiche differenziate tra i vari comparti. A trainare la domanda è soprattutto il settore dei viaggi, con una crescita di 2,9 punti percentuali rispetto a febbraio e una quota di italiani intenzionati a partire che sfiora il 60%. Un segnale di resilienza della spesa legata al tempo libero e al benessere, tipica del periodo primaverile.
In aumento anche gli acquisti legati ad attività stagionali, come le attrezzature sportive (+4,5 punti percentuali) e il fai da te (+3,6), mentre cresce l’interesse per forme di mobilità alternativa, tra cui e-bike (+1,9) e monopattini elettrici (+1,1). Rimangono in territorio positivo anche diversi segmenti connessi alla riqualificazione energetica delle abitazioni: ristrutturazioni, infissi, pompe di calore, caldaie e isolamento termico registrano lievi incrementi, così come il comparto auto, sia nel nuovo sia nell’usato.
Tecnologia debole
Di segno opposto l’andamento della tecnologia, che rappresenta l’area più debole del mese. Calano le intenzioni d’acquisto per telefonia, tablet, televisori e grandi elettrodomestici, mentre i piccoli elettrodomestici restano sostanzialmente stabili. Fanno eccezione solo PC e fotocamere, che mostrano un recupero contenuto.
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