Il settore del mobile italiano consolida la propria leadership in Europa, confermandosi anche nel 2025 al vertice del ranking continentale con un fatturato stimato di 26,7 miliardi di euro, in lieve crescita (+0,5%). È quanto emerge dal report di Intesa Sanpaolo, che fotografa un comparto resiliente in un contesto internazionale complesso. Il confronto con i principali competitor evidenzia il divario: la Germania, secondo produttore europeo, si ferma a 21,7 miliardi (-2,9%), mentre Francia (-4,5%) e Polonia (-0,3%) registrano contrazioni. Solo la Spagna mostra una dinamica più vivace (+4,7% a 8,6 miliardi).
Avanzo commerciale
A sostenere la competitività italiana contribuisce soprattutto l’avanzo commerciale, pari a 8,4 miliardi nel 2025, nonostante un lieve calo dell’export (-1,2%). Le vendite crescono nei mercati chiave europei, con Germania (+2,2%), Regno Unito (+5%) e Spagna (+1,5%) in evidenza, mentre arretra la Francia (-2,4%). Tra i mercati extra Ue, spiccano gli Emirati Arabi Uniti (+2%) e soprattutto la Turchia (+43,5%). In positivo anche il Canada (+9%), a fronte però del calo negli Stati Uniti (-8,2%), penalizzati da cambio e dazi, e in Cina (-4,7%).
I distretti industriali
Il ruolo dei distretti industriali resta centrale: contribuiscono per l’83% dell’avanzo commerciale (6,9 miliardi) e mostrano una migliore tenuta dell’export (-0,3%). A trainare sono il Mobile di Pordenone (+7,7%), il Mobile imbottito della Murgia (+8,9%), il Legno Arredo dell’Alto Adige (+10,1%) e i Mobili in stile di Bovolone (+20,6%), che compensano le flessioni della Brianza (-1,8%) e di Treviso (-3,3%).
Il Golfo
Sul fronte interno, il 2026 si prospetta in moderata ripresa, sostenuto dal ciclo immobiliare e dal turismo, pur in presenza delle incertezze legate al conflitto in Medio Oriente. L’area del Golfo pesa per il 4,6% delle esportazioni: in caso di tensioni temporanee, il potenziale di questi mercati resta elevato nel medio periodo.
Nuovi sbocchi
Le imprese dovranno tuttavia gestire l’impatto indiretto dei costi energetici e delle materie prime, oltre alla logistica. In prospettiva, India, America Latina e Sud Est asiatico rappresentano nuovi sbocchi strategici. Parallelamente, sarà cruciale accelerare sulla doppia transizione. L’intelligenza artificiale guida i piani di investimento per il 2026, seguita da cybersecurity ed efficienza energetica, con crescente attenzione alla sostenibilità. A supporto, fondamentali solidi: i margini operativi lordi si attestano al 10,3% nel 2024 e, secondo le stime, resteranno sopra i livelli pre-Covid anche nei prossimi anni.
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