La Fondazione CR Firenze archivia il 2025 con conti in forte crescita e rafforza il proprio ruolo di investitore istituzionale e motore di sviluppo territoriale. Il Comitato di indirizzo, presieduto da Bernabò Bocca, ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo, già validato dall’assemblea dei soci, certificando un avanzo record di 119 milioni, in aumento del 16,7% rispetto all’esercizio precedente.
I dividendi delle partecipazioni
A sostenere la performance sono stati in particolare i dividendi delle partecipazioni strategiche (Intesa Sanpaolo, Fsi e quella in Cdp aumentata di recente) pari complessivamente a 132,7 milioni, con un contributo rilevante dell’1,88% detenuto in Intesa, affiancati dai proventi della gestione del portafoglio finanziario (l’ente ha piccole quote anche in Poste e Generali). Il valore di mercato dell’attivo ha così superato i 3,7 miliardi e l’ente ha destinato ulteriori 20 milioni al fondo dedicato, portandolo a sfiorare i 150 milioni. Il patrimonio netto sale a 1,8 miliardi, in crescita di circa 42 milioni.
La rigenerazione del centro storico di Firenze
Complessivamente, nel 2026 la Fondazione metterà a disposizione 64 milioni (in aumento rispetto ai 55 milioni del 2025): 40 milioni per l’attività corrente e 24 milioni per progetti strategici, con un +14,1% rispetto alle previsioni iniziali. Nel solo 2025, la Fondazione ha sostenuto 942 progetti, contribuendo alla creazione di circa 1.600 posti di lavoro per un valore di 120 milioni. Tra le iniziative più rilevanti c’è la rigenerazione del centro storico di Firenze, che prevede la concessione gratuita di fondi per artigiani: 15 spazi sono già assegnati o in fase di assegnazione, con l’obiettivo di arrivare a 40 unità complessive.
Capitolo casa
Importante anche il capitolo dedicato all’ housing sociale e studentesco, con nuovi investimenti per 20 milioni. Il piano include la realizzazione a fine 2029 di un campus in grado di ospitare 500 studenti a tariffe sostenibili e la creazione di 236 alloggi ad alta efficienza energetica destinati alla cosiddetta “fascia grigia”. L’impatto economico per famiglie e studenti si traduce in un risparmio complessivo stimato in 2,2 milioni l’anno grazie a canoni inferiori rispetto ai livelli di mercato.
Adeguamento dello statuto
Attenzione, infine, alla governance. A sei mesi dall’addendum al protocollo Acri-Mef, verrà adeguato lo statuto alla novità più rilevante che riguarda l’estensione della durata dei mandati degli organi di vertice: il nuovo schema prevalente è il “6+6” (sei anni rinnovabili una sola volta), in sostituzione del precedente “4+4”. La proposta dell’ente fiorentino è di mantenere a 4 anni il mandato dei consiglieri e del comitato di indirizzo, prevedendo invece per la presidenza un mandato secco a 6 anni.
© Riproduzione riservata