Resta ampio il divario tra domande e offerta di lavoro: nel mese di maggio le imprese hanno avuto difficoltà nel reperire 42,9% dei profili cercati, pari a circa 234mila posti. Il dato segna comunque un miglioramento rispetto al 46,6% registrato a maggio 2025. È quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che rileva le previsioni occupazionali delle imprese: 544mila ingressi programmati a maggio e 1,7 milioni entro luglio.
Esistono dei comparti industriali in cui si concentrano la maggior parte delle criticità, come ad esempio le industrie del legno e del mobile, dove il mismatch riguarda il 61,7% dei profili richiesti, seguite dalla metallurgia con il 59,4% e dal tessile-abbigliamento con il 57%. Elevata anche la criticità nelle costruzioni, dove la quota arriva al 54,9%. Le figure più ricercate e introvabili sono per il 55,5% operai specializzati, con picchi che oltrepassano il 70% per meccanici, manutentori e fabbri ferrai. Restano alte anche le difficoltà per le professioni tecniche, con una quota del 51,2%. In questa quota a pesare sono soprattutto i tecnici della salute, difficili da reperire nel 65,9% dei casi, i tecnici dei processi produttivi, al 62,5%, e le figure tecniche dell’ingegneria, al 60,9%.
Nel settore primario, invece, risulta difficile coprire il 36,1% delle posizioni aperte. Le criticità maggiori riguardano dirigenti, professioni ad alta specializzazione e tecnici, categoria in cui la difficoltà di reperimento sale al 66,9%. Tra queste figure spiccano i tecnici dei rapporti con i mercati, per i quali la quota raggiunge il 92,1%.
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