“Il mercato va e il governo osserva”. Il sottosegretario al Mef, Federico Freni, ha commentato così la nuova fase del risiko bancario a margine della presentazione del progetto Pmi2Change lanciato in Borsa da Banca Generali. Quanto all’ipotesi di collocamento accelerato (Abb) sulla quota del 4,8% detenuta dal Mef nel Monte dei Paschi, Freni ha sorvolato: “Secondo voi a mercati aperti rispondo su Abb?”.
Piccole imprese dimenticate
Dal palco di Palazzo Mezzanotte il sottosegretario si è però soffermato molto su un altro tema. Partendo da un aneddoto. “Ieri sera ero alla Scala per l’opera Lucia di Lammermoor, all’inizio del terzo atto c’è una scena dove dei vasi di fiori vengono spostati. Sorte volle che un fiore bianco cascasse. Fondale nero, pavimento nero, quindi il fiore bianco si vedeva abbondantemente. Il terzo atto è abbastanza lungo, ci sono due o tre cambi di scena. Ma il fiore è rimasto lì fino alla fine dello spettacolo. Bianco, in campo nero, si vedeva benissimo e tutti i cantanti, il coro lo vedevano, facevano in modo di girargli intorno, di non pestarlo, di stare attenti per il timore che avesse una funzione scenica, che ovviamente non aveva. Il fiore è rimasto lì e alla fine, quando si è aperto il palco scenico per gli applausi, tutti sono stati attenti a non pestare il fiore e ad andare avanti e indietro, ma stando sempre attenti che il fiore fosse lì, al centro della scena, più o meno ignorato, con l’attenzione però a non pestarlo, perché non si ama che sia calpestato un fiore caduto. Io credo che negli ultimi anni in Italia, almeno 15 anni, le piccole e medie imprese siano state proprio il fiore al centro della scena che non è stato calpestato, ma certamente sin troppo ignorato. Tutti stavano attenti a camminarci intorno, tutti stavano attenti, muovendosi, a non dare fastidio, non sia mai che si rovinasse, ma nessuno pensava di raccoglierlo e di metterlo in acqua. Nessuno pensava a evitargli il posto che doveva avere. Io mi auguro che questo tempo sia finito. Mi auguro che iniziative come questa servano a far capire a tutti noi, e per prima ai politici, che questo fiore per terra non può restare”, ha detto Freni. “E se, a distanza ormai di quattro anni, provo a tracciare un bilancio prospettivo di ciò che il sistema paese ha fatto rispetto alle Pmi, vedo che c’è stato sicuramente tanto slancio, tanta buona intenzione, però vedo altrettanto che è mancato quel requisito essenziale che è mancato ieri sera a tutti i artisti della Scala, a tutti i cantanti: il coraggio di chinarsi e raccogliere quel fiore e di non lasciarlo per terra”.
Le parole di Mossa
L’aneddoto è calzante anche per le pmi non quotate perchè, come ha ricordato ieri l’ad di Banca Generli, Gian Maria Mossa, “la principale asset class della ricchezza finanziaria italiana è rappresentata dalle partecipazioni in società non quotate, il loro valore raggiunge circa 1.800 miliardi, a fronte di una capitalizzazione di Borsa che, nonostante il recente rialzo dei mercati, si ferma intorno ai 1.200 miliardi”. Nel complesso, ha osservato Mossa, il valore dell’impresa italiana è stimato in circa 3.000 miliardi, ma soltanto il 40% è rappresentato da aziende quotate.
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