La nuova frontiera degli smartphone passa dai cellulari pieghevoli: prodotti premium in grado di “contrastare” l’aumento dei costi di chip e memorie. E dalla Cina parte una sfida che potrebbe presto coinvolgere anche Apple. Xiaomi ha lanciato il suo nuovo smartphone pieghevole, lo Xiaomi 18 Fold, entrando in una fase particolarmente delicata per il mercato della telefonia mobile: da una parte la ricerca di nuove forme di crescita nel segmento premium, dall’altra l’aumento dei costi dei componenti, a cominciare dalle memorie.
La tempistica non è casuale. Oggi Huawei ha presentato il nuovo Mate XT2, uno smartphone che si piega due volte e si trasforma in un dispositivo dalle dimensioni di un tablet. Mercoledì, invece, Apple presenterà la nuova generazione di iPhone e si moltiplicano le indiscrezioni sul possibile arrivo del primo iPhone pieghevole.
Il risultato è che il mercato dei foldable, ovvero dei cellulari pieghevoli, finora rimasto una nicchia costosa, potrebbe essere alle porte di una nuova fase di espansione.
Xiaomi punta sul nuovo formato
Lo Xiaomi 18 Fold rappresenta la risposta del gruppo cinese alla crescente competizione nel settore degli smartphone pieghevoli. Il dispositivo punta su un formato più compatto quando chiuso e su un display ampio una volta aperto.
Tra gli elementi più rilevanti c’è il processore sviluppato internamente, l’Xring O3, segnale della crescente attenzione dei produttori cinesi verso una maggiore integrazione tecnologica e una minore dipendenza dai fornitori occidentali.
Xiaomi arriva però in un mercato sempre più affollato. Huawei, Samsung e altri produttori hanno già accumulato anni di esperienza nella progettazione di display flessibili, cerniere e componenti specifici per questa categoria.
La vera partita, tuttavia, potrebbe essere ancora tutta da giocare. Perché il grande assente dal mercato dei foldable, almeno fino a oggi, è Apple.
Huawei rilancia con il tri-fold
Ad alzare ulteriormente la posta è Huawei, che ha presentato il nuovo Mate XT2. Il dispositivo può essere piegato in due punti, trasformandosi da smartphone in un grande schermo simile a quello di un tablet.
Il Mate XT2 utilizza il nuovo chip Kirin 9050 Pro e viene proposto a prezzi decisamente premium: si parte da 19.999 yuan, circa 2.980 dollari, fino ad arrivare a 24.999 yuan per la versione più costosa.
Richard Yu, direttore esecutivo di Huawei, ha ammesso che uno dei problemi principali che sta affrontando al momento l’industria degli smartphone è proprio l’aumento dei costi dei componenti. «Il prezzo è oggi una vera sfida, perché i costi delle memorie sono aumentati sensibilmente», ha spiegato.
Huawei resta il principale protagonista del mercato cinese dei pieghevoli. Secondo i dati citati da Reuters, nel secondo trimestre il gruppo ha rappresentato il 68% delle spedizioni di smartphone pieghevoli in Cina. Nel mercato complessivo degli smartphone cinesi Huawei detiene una quota del 22,6%, davanti ad Apple con il 18,1%, mentre Xiaomi si ferma al 12,4%.
L’attesa per il primo iPhone pieghevole
Ma il nome che potrebbe cambiare davvero gli equilibri del settore è Apple, che ha appena detto addio al suo storico ceo Tim Cook.
Mercoledì la società di Cupertino presenterà la sua nuova gamma di iPhone. Apple non ha confermato ufficialmente l’arrivo di un modello pieghevole, ma le aspettative sono elevate e numerose indiscrezioni indicano il 2026 come l’anno dell’ingresso dell’azienda in questo segmento.
L’eventuale primo iPhone pieghevole rappresenterebbe un passaggio importante per un mercato che, fino a oggi, è stato guidato soprattutto da Samsung e dai produttori cinesi.
Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, il dispositivo potrebbe essere proposto a un prezzo superiore ai 2.000 dollari, collocandosi quindi nella fascia più alta del mercato.
Un mercato da 36 milioni di smartphone nel 2028
Le previsioni per il settore degli smartphone pieghevoli sono restano positive.
Secondo Omdia, le spedizioni globali di smartphone pieghevoli dovrebbero superare i 22 milioni di unità nel 2026, con una crescita annua superiore al 22%. Entro il 2028 il mercato potrebbe raggiungere 36 milioni di unità.
Nel lungo periodo, le spedizioni dovrebbero continuare a crescere fino a raggiungere circa 45 milioni di dispositivi nel 2030. Anche a quel punto, tuttavia, i foldable rappresenterebbero meno del 3% del mercato mondiale degli smartphone, rimanendo quindi una nicchia per clienti premium ma particolarmente interessante per i grandi produttori.
Nel 2025 le spedizioni globali di smartphone pieghevoli hanno raggiunto 18,2 milioni di unità, con una crescita annua rallentata al 6%. Nel primo semestre del 2026 il mercato ha registrato una battuta d’arresto: le consegne si sono fermate a 5,1 milioni di unità, in calo del 21,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A soffrire maggiormente sono stati i modelli di tipo flip, le cui spedizioni sono diminuite del 47%. I dispositivi pieghevoli «a libro» hanno invece mantenuto una maggiore stabilità e hanno rappresentato il 69% delle spedizioni mondiali del settore nel primo semestre dell’anno.
Il nuovo formato più largo può rilanciare il settore
Secondo Omdia, uno dei principali motori della prossima fase di crescita sarà l’emergere di un nuovo formato.
I produttori stanno infatti sperimentando smartphone pieghevoli più corti e larghi, con un rapporto tra altezza e larghezza più simile a quello di un passaporto. Una volta aperti, questi dispositivi offrono un’esperienza più vicina a quella di un tablet, ma quando sono chiusi risultano più compatti rispetto ai tradizionali modelli pieghevoli a libro.
Il formato più ampio consente inoltre di utilizzare meglio lo schermo esterno e di avere una superficie più grande per il multitasking, la fruizione di contenuti video e la produttività.
Huawei e Samsung hanno già iniziato a puntare su questa evoluzione e altri produttori Android potrebbero seguire la stessa strada nel 2027.
La scommessa è che un formato più pratico possa convincere una platea di consumatori più ampia rispetto a quella degli appassionati di tecnologia che finora ha sostenuto il settore.
Il problema delle memorie e l’inflazione tecnologica
La crescita dei pieghevoli arriva però in un momento particolarmente difficile per l’industria elettronica.
Come raccontato da Moneta, la corsa all’intelligenza artificiale sta provocando un forte aumento della domanda di chip di memoria. I grandi operatori tecnologici stanno acquistando quantità sempre maggiori di memorie ad alte prestazioni per i data center che alimentano l’intelligenza artificiale generativa.
Il risultato è un progressivo spostamento della capacità produttiva verso i componenti più redditizi destinati ai server e alle infrastrutture per l’IA. Per smartphone, computer e altri dispositivi elettronici rimane quindi una minore disponibilità di alcune tipologie di memorie, con una conseguente pressione sui prezzi.
Apple ha già segnalato di non essere più in grado di assorbire completamente l’aumento dei costi delle memorie Dram e Nand, mentre altri produttori di elettronica stanno affrontando lo stesso problema. Xiaomi, Oppo e Vivo sono tra le aziende che hanno dovuto fare i conti con le tensioni nella catena di approvvigionamento.
Il fenomeno potrebbe avere un effetto dirompente sul mercato degli smartphone. Da una parte, l’aumento dei costi rende più difficile competere nella fascia bassa, dove i margini sono ridotti. Dall’altra, potrebbe spingere i produttori a puntare con maggiore decisione sui dispositivi premium, dove è più facile trasferire una parte dei rincari sul prezzo finale.
Ed è proprio qui che entrano in gioco i pieghevoli.
La corsa verso il premium
Gli smartphone foldable sono già tra i dispositivi più costosi sul mercato. Display flessibili, cerniere complesse, vetri speciali e componenti progettati specificamente per questo tipo di prodotto fanno salire sensibilmente il costo della distinta base.
Secondo Omdia, questi ostacoli strutturali continueranno a mantenere elevati i prezzi dei pieghevoli. Per questo i produttori stanno privilegiando il posizionamento premium piuttosto che una strategia basata sui grandi volumi.
Per Xiaomi e gli altri produttori, quindi, la scommessa sui foldable non riguarda soltanto l’innovazione tecnologica. È anche una risposta economica a un mercato degli smartphone sempre più difficile.
Con i componenti che costano di più e la domanda per i dispositivi economici sotto pressione, vendere meno smartphone ma a prezzi più elevati può diventare una strategia per difendere margini e profitti.
L’arrivo di Apple potrebbe cambiare ulteriormente il quadro. Se Cupertino dovesse entrare ufficialmente nel settore, porterebbe nel mercato dei pieghevoli una delle più grandi basi di clienti premium del mondo.
E potrebbe trasformare quello che finora è rimasto un segmento di nicchia in uno dei principali terreni di competizione dell’industria degli smartphone.
Leggi anche:
Nuovi chip Huawei, come la Cina si sta liberando di Usa e Taiwan
Il cellulare rinato diventa scudo contro i rincari generati dall’IA
© Riproduzione riservata