Trilocali off limits per i single: chi desidera comprarne uno oggi può accedere appena al 29% dell’offerta. Per le coppie il valore si amplia fino al 61% ma rispetto al 2021 le percentuali si sono ridotte drasticamente: di 16,6 punti per i nuclei mono-reddito e di 18,6 punti per le coppie. A rivelarlo uno studio di Immobiliare.it Insights
Il panorama città per città
Negli ultimi cinque anni, in tutte le principali città l’accessibilità ai trilocali è crollata. Per chi dispone di un solo reddito, i cali più marcati rispetto al 2021 si sono verificati in Veneto: Verona ha registrato una contrazione dell’affordability di 27,8 punti percentuali, mentre Venezia si è fermata a -22,9. Calo superiore ai 20 punti anche a Torino, mentre tutte le altre città mostrano variazioni comprese tra i -10 e i -20 punti percentuali. Solo Milano (-7,4) e Firenze (-1,6) fanno segnare decrementi inferiori ai 10 punti percentuali nel periodo analizzato.
Guardando invece al dato delle coppie, è proprio il capoluogo toscano ad aver sperimentato la flessione più marcata dei livelli di accessibilità al mercato dei trilocali (-39,9 punti percentuali nel quinquennio), precedendo Bologna (-38), Verona (-33,8) e Bari (-29,7). Riduzioni significative anche a Roma (-24,7) e Milano (-23,7). Catania è invece la città in cui la situazione per chi cerca casa in due è rimasta più stabile, con una riduzione dell’accessibilità che ammonta a 1,1 punti percentuali.
Prezzi su, redditi fermi
«Negli ultimi anni il mercato residenziale italiano ha registrato una crescita significativa dei prezzi delle abitazioni che non è stata accompagnata da un aumento proporzionale dei redditi. Questo disallineamento ha inevitabilmente inciso sull’accessibilità all’acquisto, riducendo progressivamente la quota di immobili alla portata di single e famiglie», afferma Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it. «Un esempio significativo arriva da Milano: prendendo come riferimento un immobile medio in vendita, tra il 2016 e il 2024 il prezzo medio al metro quadro è aumentato del 48%, mentre il reddito medio di un lavoratore dipendente, è cresciuto del 22%, meno della metà. Si tratta di una dinamica che, con intensità diverse, interessa la maggior parte dei principali centri italiani e rende il tema dell’affordability sempre più centrale nel dibattito sulla casa».
Leggi anche:
Passione bici: Milano capitale di chi cerca una casa a portata di due ruote
Rialzo Bce si avvicina: meglio mutuo fisso o variabile?
© Riproduzione riservata