A stretto giro dal cda di venerdì, Webuild torna a sfidare Icop nella lotta per la conquista di Trevi e alza la posta in gioco. Nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria, il gruppo guidato da Pietro Salini ha raggiunto un accordo per rilevare da uno dei soci (Praude Asset Management Limited) 9.125.702 azioni ordinarie pari al 13,916% del capitale.
L’operazione prevede un prezzo di 5,165 euro per azione, per un controvalore di 47,13 milioni, portando con sé il ritocco all’insu dell’offerta: il corrispettivo riconosciuto nell’acquisto è infatti superiore a quello originariamente previsto.
Il prezzo dell’Opa
Per questo motivo, Webuild precisa che il prezzo dell’Opa sarà adeguato a 5,165 euro per azione per tutti gli azionisti che abbiano aderito all’offerta, compresi coloro che lo abbiano già fatto. L’operazione di acquisto sarà regolata il 7 ottobre 2026.
Con il nuovo pacchetto, Webuild porta la propria partecipazione in Trevi a 12.403.382 azioni, pari a circa il 18,91% del capitale sociale e dei diritti di voto. Un incremento che rafforza ulteriormente la posizione del gruppo nella partita per il controllo della società e arriva mentre resta aperto il confronto con l’offerta alternativa di Icop. Il nodo, a questo punto, non è soltanto il prezzo, ma la capacità delle due proposte di conquistare gli azionisti di Trevi. L’acquisto sul mercato privato da parte di Webuild al prezzo di 5,165 euro introduce infatti un nuovo riferimento nella contesa e, soprattutto, fa salire allo stesso livello il corrispettivo riconosciuto a tutti gli aderenti all’Opa. La partita sul capitale di Trevi entra in una nuova fase ancora più serrata con gli occhi del mercato tutti rivolti alle mosse dell’azionista chiave: Cdp Equity che ha in mano il 21% di Trevi.
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